Sono gli anni ’30: P.K. è un bambino sudafricano di discendenza inglese che va in collegio, questo perché la madre è gravemente malata e la moria del bestiame l’ha resa povera. Il piccolo deve lasciare la fattoria e chi che ama: la mamma, la tata zulu e il figlio di lei, Tonderai, e una volta giunto in collegio viene odiato dai ragazzi afrikaner per il fatto che è inglese. Lo perseguita specialmente il capo dei “grandi” Jaapie Botha, che lo picchia e lo umilia. Il bimbo, recatosi al funerale della madre, ritrova il suo coraggio con l’aiuto della tata, e verrà mandato a vivere con il nonno, il suo unico parente vivente, che però lo affida all’amico Doc, un vecchio professore tedesco. Allo scoppio della guerra, Doc viene messo in prigione per il fatto che è tedesco.
Perché diventi più forte, Doc fa insegnare la boxe al bambino da un anziano carcerato, Geel Piet, questo ha come intenzione il farlo diventare pugile.
Il ragazzo diventa un campione, usando colpi insegnatigli da Piet che è diventato suo amico, e gli fa scrivere lettere per gli altri carcerati neri. Doc sta per tornare in Germania, prima della sua partenza, il comandante del campo gli fa tenere un concerto in onore del commissario inglese e Piet lo convince a suonare con l’accompagnamento vocale dei neri, guidati da P.K. il quale poi cambierà le parole che traduce agli inglesi. Ma, durante il concerto, Piet viene ucciso a bastonate da Bormann. P.K. inizia a frequentare la scuola superiore: il ragazzo s’innamora di Maria Elisabeth Marais, figlia di un professore che sostiene l’apartheid. Ma la ragazza continua a vedere di nascosto l’innamorato.
Il giovane porta la ragazza a vedere come vive la popolazione di colore nel quartiere nero della città, chiamato “Alexandria”, e la ragazza ne resta inorridita, tanto che vuole dedicarsi ad insegnare ai neri a leggere e a scrivere. Ma gli inglesi vietano questo insegnamento perfino all’interno di una chiesa, dove avviene uno scontro nel quale Maria resta uccisa. Dopo il funerale P.K. prende la decisione di seguire la propria coscienza, rinuncia ad Oxford e parte per Pretoria, dove intende dedicarsi all’integrazione fra le popolazioni sudafricane.
Regia: John G. Avildsen
Attori: Stephen Dorff, Daniel Craig, Simon Fenton, Morgan Freeman, John Gielgud, Fay Masterson, Armin Mueller-Stahl, Alois Moyo, Ian Roberts, Marius Weyers, Guy Witcher
Anno: 1992
Genere: Drammatico
Voto: 9/10
L’inclusione e non l’esclusione è la chiave della soppravvivenza.

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