Inside Out 2

Ci ritroviamo a seguire una nuova avventura nella testa dell’adolescente Riley, che sta per iniziare il liceo e che è alle prese con nuove Emozioni. Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto, non sanno come comportarsi quando arriva Ansia, emozione che è destinata a stravolgere tutto nel quartier generale e non solo. Ansia si assicura con entusiasmo che Riley sia preparata per ogni possibile insuccesso e sembra che non sia la sola che sia arrivata nel quartier generale.

A lei si sono aggiunte Invidia, che è perennemente gelosa di tutto ciò che hanno gli altri e non ha alcun timore di disperarsi per questo. Ennui, emozione annoiata e apatica che è solita alzare gli occhi al cielo e aggiunge la perfetta dose di indifferenza adolescenziale alla personalità di Riley. E infine Imbarazzo, a cui piace stare in disparte, il che non è facile vista la sua corporatura. Riusciranno Gioia e le altre emozioni a controllare al meglio la fase adolescenziale di Riley?

Regia: Kelsey Mann

Attori: Kensington Tallman, Amy Poehler, Lewis Black, Phyllis Smith, Tony Hale, Liza Lapira, Maya Hawke, Ayo Edebiri, Adèle Exarchopoulos, Paul Walter Hauser, Lilimar, Diane Lane, Kyle MacLachlan, June Squibb, Pilar Fogliati, Deva Cassel, Marta Filippi, Federico Cesari, Sara Ciocca, Stash, Stella Musy, Paolo Marchese, Melina Martello, Daniele Giuliani, Veronica Puccio

Anno: 2024

Genere: Animazione, Avventura, Commedia

Voto: 8/10

Ciao! Oh, cielo! Io sono Ansia. Dove metto le mie cose?

Il trailer

3 risposte a “Inside Out 2”

  1. Mah. Il primo mi era piaciuto, anche se a mente fredda non avevo potuto negare che avesse dei difetti (forse già allora la “formula Pixar” mostrava un po’ la corda). Era proprio necessario un sequel?

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    1. Ormai i sequel come prequel sono una formula che piace a molti, in parte per questo film l’idea del sequel ci sta bene perché la protagonista cresce e si fa vedere il cambiamento delle emozioni dalla fase bambina di Riley ad adolescente

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      1. Lo so lo so, ma tutta questa passione per sequel, prequel e reboot la trovo incomprensibile: non avremmo quelle storie che ci piacciono tanto, se chi le ha prodotte fosse stato altrettanto proiettato verso “l’usato sicuro”.

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